giovedì 13 dicembre 2012

Nigeria: un progetto abitativo in bottiglie di plastica ricilate

Nel villaggio nigeriano di SABON YELVA vicino alla città di Kaduna, l’associazione non governativa DARE (Development Association for Renewable Energy), impegnata sul fronte dello sviluppo delle energie rinnovabili, ha messo in atto un progetto di costruzione innovativo, che impiega le bottiglie di plastica. Annoso problema ecologico, le bottiglie sono fra i rifiuti più numerosi e non solo nel paese africano.Fortunatamente si sono rivelate un materiale per costruire dai molti vantaggi. Si intravede la possibilità di risolvere il grave problema dell’inquinamento legato alle bottiglie lasciate nell’ambiente, che sappiamo non si degradano per migliaia di anni ed al contempo di rispondere alla necessità di abitazioni. I dati indicano infatti che la Nigeria produce giornalmente un quantitativo di rifiuti di circa 3 milioni di bottiglie di plastica e che il Paese necessita di circa 16 milioni di unità abitative. Ora fortunatamente ciò che è gettato da una persona può trasformarsi in materiale da costruzione per qualcun altro.L’idea di utilizzare bottiglie di plastica come materiale da costruzione è venuta anche al tedesco Andreas Froese, che, a capo della ditta Eco-tec, ha ideato più di cinquanta progetti in linea con l’ambiente in Sud America.

Ma vediamo da vicino il progetto e poi la realizzazione del prototipo che sta ultimando la DARE, in collaborazione con esperti londinesi dell’organizzazione Africa Community Trust.

La casa sarà presa a modello per l’addestramento di operai specializzati e per la costruzione di altre case. Il metodo consiste nel riempire le bottiglie di sabbia e tapparle, così arrivano a pesare 3 chili l’una. Vengono poi legate fra loro con delle corde e poi impilate a strati, mischiate a fango e paglia per rinforzare la struttura.
Una nota di colore è garantita dai tappi colorati sporgenti. Le bottiglie piene di sabbia risultano più stabili del calcestruzzo e resistenti a terremoti, incendi e persino colpi di proiettile. Il capo del progetto della DARE. Yahaya Ahmed, sostiene che la sabbia compattata all’interno di una bottiglia riesce a essere quasi 20 volte più forte dei mattoni.Inoltre la sabbia è anche un ottimo isolante termico, permettendo di mantenere una temperatura costante all’interno delle costruzioni intorno ai 18°, vantaggio piuttosto rilevante se si considera il clima estremamente caldo del paese.

Questo primo progetto abitativo prevede la realizzazione di due camere da letto, una cucina, un bagno, una toilette ed un patio per una superficie complessiva di 58m2 e l’impiego di 14.000 bottiglie di plastica.Un edificio costruito in questo modo si presta a una durata estremamente lunga (una bottiglia di plastica impiega in media 450 anni per decomporsi), inoltre la suarealizzazione risulta molto meno costosa rispetto a quella effettuata con i metodi tradizionali. Inoltre l’esperimento della prima casa di bottiglie vuole essere a impatto zero ed alimentarsi con l’energia prodotta da pannelli solari e biogas.Le normali case africane indubbiamente non avranno tali comfort tecnologici ma potranno usufruire del nuovo metodo costruttivo che permette di riciclare le dannose bottiglie in PET che si trovano gettate ovunque.Si sta comunque lavorando anche ad un nuovo progetto, che riguarderà l’ampliamento della scuola elementare diSuleja, nei pressi della capitale Abuja, che prevede l’impiego di circa 200.000 bottiglie.

Un piccolo contributo al pianeta per riciclare alcuni dei rifiuti più numerosi e dificili da smaltire!








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